La storia del blackjack

Origini antiche

Nessuno può affermare con certezza come siano nati i giochi di carte, ma la storia del blackjack può essere ricostruita in modo affidabile grazie a fonti documentate. Il blackjack moderno discende molto probabilmente dal gioco italiano “Trentuno” (Thirty-One). La prima menzione conosciuta risale al 1440, quando il monaco italiano San Bernardino da Siena predicò contro il gioco d’azzardo, portando alla distruzione di migliaia di dadi, carte e tavole da gioco.

San Bernardino da Siena, che promuoveva il comportamento etico e condannava gli eccessi del gioco, rilevante per la storia del blackjack

Diffusione in Europa

Trentuno si diffuse rapidamente in tutta Europa, diventando popolare in Francia, Spagna, Inghilterra e Irlanda. I giocatori cercavano di ottenere un totale di 31 punti o il numero più vicino possibile. In questo gioco, gli assi valevano 11 punti, mentre re, regine e fanti valevano 10 punti; le altre carte avevano il loro valore nominale. Non esistevano ancora gli elementi moderni del blackjack come lo sballare, l’assicurazione o il raddoppio della puntata.

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Un’ulteriore menzione appare nel 1865 nel libro di Ed. S. Taylor “The History of Playing Cards”, che cita una raccolta italiana del 1526 di un certo Bernie, in cui era incluso Trentuno, a conferma dell’origine italiana del gioco.

Ed. S. Taylor, “The History of Playing Cards”, 1865 — Storia del blackjack

Riferimenti letterari

Il gioco ricompare nella letteratura francese tra il 1532 e il 1542, nel romanzo “Gargantua e Pantagruel” di François Rabelais. Il capitolo XXII elenca numerosi giochi, tra cui “one-and-thirty”, a dimostrazione della sua ampia diffusione:

«… Steso il tappeto, portarono molte carte, numerosi dadi e una grande quantità di tavoli da dama e da scacchi. Lì egli giocò a flush, primero, the beast, trump… one-and-thirty…»
Capitolo XXII di «Gargantua e Pantagruel»

Il romanzo “Gargantua e Pantagruele” di François Rabelais — Storia del blackjack

La nascita del blackjack moderno

Il diretto antenato del blackjack attuale è il gioco spagnolo Ventiuna” (Ventuno), citato per la prima volta da Miguel de Cervantes nel 1613 nel racconto “Rinconete y Cortadillo”. In Ventiuna, i giocatori miravano a raggiungere 21 punti senza superarli. L’asso poteva valere 1 oppure 11 punti. È interessante notare che il mazzo spagnolo non conteneva gli otto, i nove e i dieci, una struttura molto simile al blackjack odierno.

Nella Francia del XVII secolo, più o meno nello stesso periodo, emerse il gioco “Vingt et Un” (Ventuno). A differenza della versione spagnola, qui sia i giocatori sia il banco potevano raddoppiare la puntata, probabilmente sotto l’influenza di giochi come Chemin de Fer e Ferme.

Miguel de Cervantes Saavedra, “Rinconete y Cortadillo”, 1613 — Storia del blackjack

In Italia si sviluppò un gioco simile chiamato “Sette e Mezzo”. Si giocava con un mazzo composto da sette, otto e nove. Le figure valevano mezzo punto, le carte numeriche un punto, e il Re di Quadri fungeva da jolly. Superare il totale di 7,5 punti portava automaticamente allo sballare, proprio come nel blackjack moderno.

Il blackjack in America

Il blackjack arrivò negli Stati Uniti dopo la Rivoluzione francese, nel 1794, quando il gioco d’azzardo divenne legale. All’inizio il gioco faticava a guadagnare popolarità, tanto che i casinò introdussero pagamenti promozionali per attirare i giocatori. Una delle promozioni più note era il pagamento 10:1 per una mano con il Re di Picche e un dieci, mano che venne chiamata “blackjack”. Il termine rimase in uso anche dopo la scomparsa di questi bonus, sostituiti dall’attuale pagamento 3:2 per un asso e una carta da 10.

Nel XIX secolo il blackjack fu vietato negli Stati Uniti, costringendolo a svilupparsi clandestinamente. Solo con la legalizzazione del gioco d’azzardo a Las Vegas negli anni ’30 il blackjack tornò alla ribalta, diventando con il tempo uno dei giochi di casinò più amati d’America.

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